RSU Almaviva - Divisione Finance

EX BANKSIEL

Chi siamo

Il sito che state visitando, operativamente gestito dalla RSU Banksiel, ospita materiali e documenti relativi alla vertenza avviata, a novembre 2004, dal Coordinamento nazionale delle RSU Banksiel e del gruppo delle RSU Finsiel .

 

A quel tempo il gruppo Finsiel era ancora costituito da 14 aziende, distribuite su tutto il territorio nazionale: Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte,  Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna, e impiegava più di 4.000 lavoratori.

 

Dopo le cessioni di diverse aziende e partecipazioni azionarie (Insiel, Webred, Aspasiel, Venis, Centrosiel, TeleAp, Webegg), il gruppo Finsiel conta oggi 6 aziende (Finsiel SpA, la capogruppo, TSF, Intersiel, Banksiel, Carisiel, Finsiel Romania) e una società consortile (Agrisian) più diverse partecipazioni azionarie di minoranza (Sispi, Krenesiel, Lisit,…).

 

Dal punto di vista industriale le aziende Finsiel dovrebbero rappresentare il “braccio informatico” del gruppo Almaviva, integrando in tal modo le attività CRM proprie delle aziende operanti sul versante dei call center (Cos SpA, la capogruppo, Atesia, Alicos, InAction,…).

 

Al vertice di queste due catene c’è una holding, Almaviva SpA (Tripi 85%, Interbanca 15%), che ha ereditato il nome dalla precedente Srl “cassaforte di famiglia”, tuttora attiva – il cui nome è derivato dalle iniziali di Al-berto (capofamiglia), Ma-rco (figlio), Vi-ttoria (moglie), Va-leria (figlia). Almaviva SpA detiene il controllo azionario sia di Cos SpA (100%) che di Finsiel SpA (94%). Sotto il diretto controllo di Almaviva sono state portate sia Actalis, di recente acquisizione, sia la società Almaviva-CNR, da poco costituita. Afferiscono inoltre al controllo di Almaviva SpA anche alcune società in via di liquidazione come XCos (i cui lavoratori sono stati tutti licenziati) e la Papero Sub di Cala Galera.

 

Il progetto iniziale prevedeva la fusione per incorporazione di Cos e di Finsiel in Almaviva, con l’obiettivo di unificare il controllo azionario di tutte le aziende del gruppo in un'unica entità societaria ma tale previsione è stata abbandonata in favore di una soluzione “spuria” che vedrebbe la sola fusione di Finsiel in Almaviva, lasciando (per il momento?) Cos e tutte le sue controllate fuori da tale processo.

 

Dal punto di vista sindacale le aziende del gruppo Finsiel appartengono al settore metalmeccanico e la storia dei Consigli di Fabbrica e poi delle Rappresentanze Sindacali del Coordinamento si fonda su una forte tradizione e pratica unitaria.

 

Segue una scheda con indicazione delle principali fasi che hanno preceduto la decisione di Telecom di mettere in vendita il gruppo Finsiel.

 

 

SCHEDA  Il gruppo Finsiel e l’informatica di Telecom tra il 2001 e il 2004

 

4.300 miliardi di £ di fatturato industriale – pari al 20% del mercato italiano dei servizi IT –, 12.000 tecnici e una presenza qualificata e capillare su tutto il territorio nazionale.

Questa era la fotografia dell’informatica del gruppo Telecom all’inizio del 2001.

 

A quell’epoca l’aggregazione di tutte le attività informatiche – 44 società diverse – in un unico comparto poneva le basi per la creazione di un polo industriale in grado di confrontarsi con le più importanti aziende del settore, non solo a livello italiano.  Invece, a partire dalla separazione tra attività – da una parte quelle dedicate alla fornitura di servizi IT per il gruppo Telecom (IT Gruppo), dall’altra quelle rivolte al mercato esterno (IT Mercato, di fatto coincidente con le aziende del gruppo Finsiel) – è cominciata l’opera di disarticolazione ed il progressivo indebolimento del settore.

 

Con l’arrivo di Marco Tronchetti Provera al vertice di Telecom (Nino Tronchetti Provera, cugino di Marco, è stato per due anni alla guida di IT Mercato, con la carica di amministratore delegato della Finsiel) ha preso il via la strategia di smantellamento del comparto IT del gruppo Telecom.

 

Tra il 2001 e il 2002 Telecom ha attuato un piano di “razionalizzazione” che:

·         per IT Gruppo ha portato alla costituzione di IT Telecom SpA (che assorbiva le precedenti Telesoft, Sodalia, Saritel, Netsiel,…) che, dopo meno di due anni, è stata messa in liquidazione;

·         per IT Mercato ha portato a una raffica di dismissioni di società e cessioni di partecipazioni azionarie (in sequenza: Sogei, Consiel, Informatica Trentina, Datasiel, Lottomatica, Netsiel, NetIkos, ecc), minando le fondamenta del gruppo Finsiel che aveva i propri punti di forza nell’integrazione delle competenze, nella diversificazione dell’offerta e nella presenza capillare sul territorio.

 

Il 2003 è stato l’anno delle esternalizzazioni di massa che Telecom ha perseguito attraverso una pratica  spregiudicata (e ai limiti della legalità) della cessione di rami d’azienda. Hanno cambiato azienda e, in vari casi, sono usciti dal perimetro del gruppo Telecom più di 2000 lavoratori informatici, utilizzando come veicolo aziende decotte (EMSA) o consorzi di incerta collocazione (SSC).

 

Nel 2004 i processi hanno subito una nuova accelerazione e, caduta la maschera dei buoni propositi, i piani di Telecom si sono rivelati in tutta la loro pericolosità:

·         per IT Gruppo si è passati alla “desocietarizzazione”, arrivando alla chiusura di IT Telecom SpA il 31 dicembre 2004, con un salto mortale degno di uno spettacolo circense;

·         per IT Mercato, già indebolita dalle precedenti dismissioni, Telecom ha imposto una politica di tagli, senza iniziative significative di investimento e sviluppo, fino ad arrivare ad impedire la partecipazione a importanti gare (a cui Telecom prendeva parte alleandosi con i principali concorrenti delle aziende IT Mercato-Finsiel). Fino all’annuncio della dismissione